ARCHIVIO VIDEO

Video

Una raccolta di video dal laboratorio, mostre, interviste e contenuti documentali legati al percorso artistico.

Mostre ed eventi

Teste

versione italiano

Ceramiche a terzo fuoco .. polveri .. smalti .. pigmenti .. lustri .. che rendono metallico l'effetto del finito così da risultare unica ed irripetibile la finitura ottenuta

Heads

versione inglese

Third-fire ceramics .. powders .. glazes.. pigments .. lusters .. That render the final effect metallic, making the  resulting finish unique and unrepeatable.

Il fine del principio è la fine

Installazione

Castello Malaspina Massa

Interviste

Mai più

L'arte come mezzo nella lotta contro la violenza sulle donne . Mai Più.

MAI PIU’. L’ opera entra nel patrimonio artistico di Palazzo Pegaso a Firenze, sede del Consiglio Regionale della Toscana. 

Già esposta in palazzo del Pegaso lo scorso 25 novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, è stata donata dall’artista. La soddisfazione del consigliere regionale Giacomo Bugliani: “Opera che parla alle persone e diventa strumento positivo di governo del territorio”
Firenze  Comunicato stampa del CRT n. 0132:
– Un’opera che diventa “strumento positivo di governo del territorio perché parla alle persone, le sprona a riflettere e aiuta il progresso della comunità”. Così il consigliere regionale Giacomo Bugliani esprime soddisfazione per l’opera Mai più di Valente Cancogni da ieri, martedì 11 febbraio, entrata a pieno titolo nel patrimonio artistico di palazzo del Pegaso, sede dell’Assemblea legislativa.
La scultura, già esposta lo scorso 25 novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, è stata donata dall’artista ed è collocata nella galleria affrescata del primo piano.

Documentazione

Girotondo

Arte pubblica

Mai più

Arte pubblica

Una scultura in ceramica che denuncia la violenza contro le donne, simboleggiando al contempo la forza di reagire e dire "mai più".
Posizionata in modo permanente nella Galleria Affrescata al primo piano di Palazzo del Pegaso a Firenze (sede dell'Assemblea legislativa regionale).  E' stata  formalmente donata dall'artista l'11 febbraio 2025, dopo essere stata inizialmente esposta il 25 novembre 2024 per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

3- La Cera

La cera — dove l'opera si decide

La Cera - fusione a cera persa · Fonderia, Pietrasanta
Ritocco del modello in cera: chiusura delle linee di giunzione lasciate dallo stampo.
Verifica degli spessori — in fusione una parete troppo sottile non regge il metallo.
Applicazione dei canali di colata e degli sfiati.
Il grappolo completo, pronto per il rivestimento refrattario.

4- La colata

La colata — da qui non si torna indietro.

La colata

Il forno brucia da ore prima che succeda qualcosa. È la parte che nessuno filma: l'attesa. Il bronzo dentro al crogiolo deve superare i mille gradi, e non c'è modo di accelerare — si aspetta, si controlla, si aspetta ancora. Quando il rame comincia a bruciare verde sulla bocca del forno, so che ci siamo.
Intanto le mie forme sono lì, interrate nella sabbia, già cotte e svuotate della cera. Dentro non c'è più niente: solo il vuoto esatto di quello che ho modellato. Un'intercapedine d'aria che aspetta di essere riempita.
Si toglie la scoria dalla superficie, si estrae il crogiolo con le tenaglie. Da quel momento nessuno parla più: il metallo comincia a raffreddarsi appena esce dal forno, e ogni secondo conta. Il getto va versato continuo, senza esitazioni — se si interrompe, il bronzo si ferma a mezza strada e l'opera nasce incompleta.
Ogni forma prende pochi secondi. Il bronzo trova da solo la strada che la cera aveva lasciato, scende nei canali, riempie il vuoto, risale dagli sfiati. Non posso più intervenire: quello che ho deciso mesi prima, lavorando la cera con le dita, adesso si compie senza di me.
Poi si aspetta che il metallo si fermi. E si scopre solo il giorno dopo, quando si rompe il refrattario, se quello che avevo in mente è davvero arrivato fin dentro l'ultimo angolo.

5 - La patina

La patina — il colore non si stende sopra, si provoca.

La patina

Dalla fusione il bronzo esce nudo. Un metallo lucido, quasi volgare, senza storia: se lo lasciassi così sembrerebbe un oggetto appena comprato, non una cosa che ha attraversato il fuoco.

La patina non è un colore che si stende sopra. È una reazione che si provoca. Comincio dal fondo — il fegato, come lo chiamiamo noi: fegato di zolfo, che porta il bronzo a un bruno caldo e profondo. Su quel fondo scaldo il metallo col cannello e passo il nitrato di rame con un pennello di setola naturale, perché le setole sintetiche si scioglierebbero al contatto. Il bronzo risponde: dove è più caldo prende un verso, dove è più freddo un altro. Ogni passaggio sposta il tono di poco. Non si torna indietro: un colore sbagliato non si toglie, si può solo coprire con un altro, e la superficie si appesantisce.

Lavoro all'aperto, in silenzio, e guardo più che agire. Non è il pennello a decidere il verde: è il calore. Io posso solo scegliere quando fermarmi. Alla fine, sul metallo ancora tiepido, passo la cera: è lei che ferma il colore e lo protegge.

Ho passato mesi a immaginare questo verde. Quando finalmente arriva, non lo riconosco: è più giusto di come lo pensavo. 
E lì l'opera smette di essere mia.